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mercoledì 5 novembre 2014

'Poemari de la cuinera' di Aldo Sari

Foto tratta da Internet

Carlo Magini,  Cucina - Natura Morta /  Kitchen - Still Life

Olio su tela 

Collezione privata

Carlo Magini (Fano, il 16 Settembre 1720 - Ivi, 3 Luglio 1806) 

è stato un pittore italiano del periodo Tardo Barocco.


Poemari de la cuinera

Entre patates i pastanagues
l’amor se ‘n passa.
Una cullera de brou
més llarga d’una abraçada
escalfa l’estómac
però no el cor.



Mentre gires la crema
t’encanta la lum
que desperta rient
la mel entre el vidre
i l’ull teu blau.
Una formiga se ‘n passa
explorant el marbre
i la gota de sol
dolça que l’ofega.


Agafa la dona rient la paella
on l’arròs es tenyeix de groc
a la brasa ardent
més que el cor de la cuinera
per aquell home absort
que mira i no parla.
Mar i terra es casen
a la flama del vi generós
la cara i els ulls s’il.luminen
i el cor s’alegra a l’esperança
de la nit (alcavota) que avança.



Rialles com campanes
seguint en el cel
les voltes infinites
de falcillots incansables
dones que parlen d’amor e de cuina
d’homes que no valen més d’una carxofa
de terrines que tenen èxit
més que un casament.
I plegant llençols i calçotets
riuen i canten
pensant al marit
i a la nit.


El pernil amb el meló
els cabells al dit
la boca que s’obre
àvida al desig
la llengua que encalça
la carn que s’ofreix
com cap de profeta
i tota descobreix les ales i el pit.
La flama calenta el cor i la cara
i l’alcohol amaga la teva passió.
Repiquen les hores
couen al foc
casseroles i paelles,
et vesteixes de verd
joiosa cantant
cristalls i plata
es casen amb plats
de refinada porcellana
en l’aire se senten
perfums i humors,
disposada a la gran aventura
et prepares les mitges i els cabells
mentre obris la porta
rient. 

                                       Aldo Sari


Traduzione dal catalano dell’autore

Poesie della cuoca

Tra patate e carote
l'amore passa
una cucchiaiata di brodo
più lunga di un abbraccio
riscalda lo stomaco
ma non il cuore.

Mentre giri la crema
t'incanta la luce
che sveglia allegra
il miele dentro il vetro
e il tuo occhio azzurro.
Una formica passa
esplorando il marmo
e la goccia di sole
dolce che l'affoga.

Afferra la donna ridendo il tegame
dove il riso si tinge di giallo
alla brace ardente
più che il cuore della cuoca
per quell'uomo assorto
che guarda e non parla.
Mare e terra si sposano
alla fiamma del vino generoso
il viso e gli occhi s'illuminano
e il cuore s'allegra alla speranza
della notte (pronuba)che avanza.

Risate come campane
seguendo nel cielo
i giri infiniti
di rondoni instancabili
donne che parlano d'amore e di cucina
d'uomini che non valgono più d'un carciofo
di intingoli che riescono
meglio di un matrimonio.
E piegando lenzuola e mutande
ridono e cantano
pensando al marito
e alla notte.

Il prosciutto con il melone
i capelli nel dito
la bocca che s'apre
avida al desiderio
la lingua che incalza
la carne che si offre
come testa di profeta
e tutta discopre le ali e il petto.
La fiamma riscalda il cuore e il viso
e l'alcol nasconde la tua passione.
Suonano le ore
cuociono al fuoco
casseruole e padelle
ti vesti di verde
gioiosa cantando.
Cristalli e argenti
si sposano con piatti
di raffinata porcellana
nell'aria si sentono
profumi e umori,
disposta alla grande avventura
ti aggiusti le calze e i capelli
mentre apri la porta
ridendo. 
                                   Aldo Sari







 


giovedì 27 giugno 2013

Poesie di Aldo Sari



Francesco Hayez, Il bacio, 1859.
Olio su tela:
112 x 88 cm
Pinacoteca di Brera
Milano


Oggi mi chiedi ancora

di scegliere l’amore.

Stanca di compromessi

t’appelli ai miei doveri.

Non piangi come allora:

tenti di persuadermi,

sicura non resista

ai tuoi ragionamenti.

Ascolto ammutolito

la tua verità;

non so più come fare

a dirti sì che t’amo,

ma non quanto la dolce

e cara libertà.

 
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Chimera di Arezzo
Autore ignoto
Data: seconda metà o fine del V secolo a.C. ca.
Materiale: bronzo.
Dimensioni: 65 cm.
Museo Archeologico Nazionale
Firenze


Prigioniero d'una storia finita


chiudo gli occhi al sole, stretti,


per non vederti, mia libertà.


A un carcerato non s'addice aprile,


novembre uggioso o marzo è il suo patire,


perciò, ti prego, sta da me lontana,


o anelata chimera,


non c'è posto per te nella mia vita.


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William - Adolphe Bouguereau, Oreste inseguito dalle Erinni.
Il rimorso di Oreste.
1862
Olio su tela: 227 x 278 cm
Chrysler Collection
Norfolk - Virginia




Erinni di fuoco avvampante,


ti scagli furente all’agone;


le carni mi strazi con l’unghie


e mille di rabbia parole


mi bruciano l’anima nuda.


La tua vendetta è sì dura


che cenere lascia sul campo:


un mucchio impalpabile e caldo

di scorie che il vento confonde

con l’altre già putride e fredde

di questa defunta passione.

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Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri,
1797 - Acquaforte - 21,6 x 16,2 cm.
Biblioteca Nacional de Espana
Madrid



Allontanando i giorni,

la chimera dei sogni

trasfigura l’inverno.

Il gelo si smarrisce

oscuro nella bruma

tiepida dell’estate.

Il male ed il dolore

mi sono indifferenti

in questo nuovo mondo

d’illusive menzogne.

Assaporo il liquore

bugiardo dell’oblio

come un bimbo al capezzolo

d’una giovane madre,

ma quel latte è veleno

che nasconde la morte

col suo dolce sapore.

Se ridendo ti guardo

e sembra che assapori

il tuo e il mio divenire,

è soltanto il narcotico

che mi spinge a sognare.


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Foto di Aldo Sari




Chiare tra cielo e terra


due strisce d’azzurro


all’orizzonte appaiono


nel grigio della sera:

un’isola felice

tutta di sabbia e sole

su cui il mar si frange

con ritmo sempre uguale,

un’isola di sogno

ove più dolce zefiro

eternamente spira

e svela lontananti

nuvole rosa e d’oro;

piano sciaborda il mare

e sulla riva imprime

l’orma dei miei pensieri.